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La Regione interviene a favore della politica di sviluppo dei settori produttivi sostenendo la tutela e lo sviluppo delle produzioni artigianali, artistiche tradizionali e tipiche anche attraverso iniziative legate alla valorizzazione del territorio e delle attività culturali e l’adozione di strumenti idonei per il recupero dei mestieri d’arte che rischiano la scomparsa (bottega scuola, titolo di maestro artigiano, etc.).
A tutela della nostra produzione di “eccellenza“ la Regione ha provveduto a dotarsi di un marchio di origine e qualità nonché a predisporre appositi disciplinari di produzione, quali quello del CAPPELLO (DGR n. 845 del 25/05/2009) e del LICCETTO (DGR n. 21/12/2009).

Con DGR n. 112 del 19/02/2007, in attuazione dell’art. 36 della L.R. n. 20/2003, la Regione ha inteso dotarsi di un proprio marchio per identificare il percorso “dell’Eccellenza Artigiana”.
L’individuazione di un marchio di origine e qualità ha l’obiettivo di individuare e valorizzare le imprese del territorio marchigiano appartenenti al settore dell’artigianato, tipico e tradizionale e nel contempo salvaguardare e rilanciare lavorazioni di antico pregio.
La valorizzazione del settore è occasione per offrire opportunità professionali che, pur nel rispetto della tradizione, possano cogliere ed esprimere la capacità di reinterpretare il passato attraverso le tendenze culturali, estetiche e insieme innovative del presente.
La dotazione di un marchio sarà, per le imprese che ne potranno usufruire, un biglietto da visita importantissimo in quanto garantirà la provenienza dei loro prodotti e la loro qualità ma sarà anche un grande momento di visibilità per tutta la Regione Marche.
L’utilizzo del marchio è consentito ai soli artigiani iscritti all’apposita sezione dell’Albo Provinciale Imprese Artigiane (istituita con DGR n. 1504 del 28/12/2006).

bando di concorso per l’individuazione del marchio logotipo di origine e qualità dei prodotti dell’artigianato artistico tipico e tradizionale (L.R. 20/03 – art. 36 – BUR Marche n. 101 del 19/10/2006).
Il vincitore è Andrea Baccelli di Chieti con il progetto CD6.
Altri progetti meritevoli di menzione speciale: A6 (Monica Simoni - Monte Vidon Corrado), E15 (Arch. Federico Ennas - Rapallo) ed E20 (Letizia Abbate - Marina di Montemarciano).

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DELUCIDAZIONI SUL SIGNIFICATO DEL MARCHIO
Un marchio o un logotipo deve risultare icastico, atto cioè a comunicare in modo chiaro ed efficace  un’identità singolare (una persona, un prodotto, un servizio, un’idea) o plurale (un gruppo, un’azienda, un ente) declinandone le affordances, le proprietà peculiari.
“Primo, Marche” (Marche, the first) così chiamerei il simbolo scelto dalla Regione Marche a rappresentare l’artigianato artistico e quindi il suo status di prima regione artigiana d’Italia.
Il progetto grafico del designer Andrea Bacceli denota chiarezza e appeal. Presenta l’intreccio del numero “1” (che sta per primo) con la “m” minuscola (abbreviazione di Marche) originando un monogramma a codice alfanumerico in posizione inclinata, dal basso verso l’alto, da sinistra a destra, con un motto – Marche eccellenza artigiana - incluso a guisa di cuneo, a sostegno del suo incedere ascensionale. Il numero “1” è sovrapposto all’asta anteriore della lettera “m” a motivare l’unione dei concetti che entrambi i segni inferiscono quali attributi della Regione Marche: primato artigiano e pluralità creativa. La scelta policroma poi, di due tonalità di rosso entrambe sature -  brillante e attuale per la campitura del numero “1”, opaca e classica per la lettera “m”-, sottolinea il procedere della civiltà artigiana orientata al design che dall’antico al moderno si rinnova attraverso rivisitazioni e rimescolamenti di stilemi, tecniche e rifiniture rafforzando così le proprie radici. La costruzione grafica infine, si completa con l’uso assai comune del carattere elvetica che descrive, insieme con il minuscolo della lettera “m”, l’umiltà del lavoro creativo che sa ottenere tuttavia raffinatezza e prestigio.
“Primo, Marche” risulta dunque un logotipo  sobrio per l’aspetto estetico-formale;  forte per l’impatto visivo; pregnante per la ricchezza semantica; assertivo  per la funzione comunicativa e promozionale  di un artigianato la cui espressione molteplice si coniuga con le culture dei cento campanili e delle  mille  tradizioni. Dal punto di vista connotativo, seppur nella semplicità grafica, risulta carico di polivalenze significanti per l’uso di figure retoriche visivamente eloquenti come la crasi per cui il numero “1” e la lettera “m” perdono la propria distintività  a favore di una terza entità – il logo, appunto -; la ripetizione rintracciabile nelle curve della “m” che rievoca i paesaggi  collinari e gli archi dei palazzi storici dei centri urbani; l’iperbole del numero “1” che risalta il primato di un artigianato aulico, aristocratico ed infine l’anafora, ovvero il riepilogo della miriade di eccellenze   di un artigianato tipico e tradizionale la cui storia alligna nelle antiche civiltà picena e gallica, retaggio delle Marche. Un simbolo dunque, che racchiude in sè certamente  le potenzialità di divenire icona o brand di una regione pluralista per natura: “In  unum  convenire”, convergenza  di  unicità  e  molteplicità.
Giordano Pierlorenzi (Direttore Centro Sperimentale di design POLIARTE di Ancona) e Dott.ssa Carla Stramignoni (Dirigente RM)

 
     
Date » 17 maggio, 2012    Copyright 2010 by DotNetNuke Corporation Accedi : Registrati