OGGETTO: Direttive per l’istituzione dei Comitati di indirizzo e di coordinamento nelle aree a valenza distrettuale ai sensi dell’art.23 della L.R. n.32/99.

LA GIUNTA REGIONALE

 

O M I S S I S

D E L I B E R A

 

IL SEGRETARIO DELLA GIUNTA REGIONALE

(Dott. Mario Conti)

 

IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE

(Dott. Vito D’Ambrosio)

 

 

 

DOCUMENTO ISTRUTTORIO

O M I S S I S

ALLEGATO 1

"Direttive per l’istituzione dei Comitati di indirizzo e di coordinamento"

1. Finalità

1. La Regione Marche, allo scopo di favorire la qualificazione delle aree a valenza distrettuale di cui alla deliberazione del Consiglio Regionale 29 luglio 1999 n. 259 mediante la realizzazione di specifiche politiche di intervento, promuove in via sperimentale nell’area calzaturiera del Fermano-Maceratese, nell’area Pesarese del mobile, nell’area Fabrianese colpita dagli eventi sismici del 26 settembre 1997 e successivi, nell’area plurisettoriale di Recanati-Osimo-Castelfidardo e nell’area agro-industriale di San Benedetto del Tronto, la costituzione dei Comitati di indirizzo e di coordinamento (COICO).

2. I COICO costituiscono organismi consultivi con compiti di programmazione, indirizzo e controllo delle politiche distrettuali.

2. Comitati

1. I Comitati di indirizzo e coordinamento sono composti da rappresentanti dei soggetti istituzionali (Provincie, Comuni, Comunità Montane, eventuali altre istituzioni pubbliche) e da soggetti privati che svolgono attività di produzione, di servizio e simili (imprese, associazioni di categoria, organizzazioni sindacali più rappresentative, centri servizi, centri di ricerca, ecc.).

2. I COICO decidono le modalità di svolgimento dell’attività di gestione scegliendo tra due possibili opzioni:

  1. affidamento dell’attività di gestione delle risorse impiegate alle Province;
  2. affidamento dell’attività di gestione delle risorse impiegate alla Regione Marche.

3. Programma di sviluppo dell’area a valenza distrettuale

1. Alle Provincie è attribuito il compito di promuovere la costituzione dei COICO, definendone la delimitazione territoriale in coerenza con gli ambiti individuati con la deliberazione consiliare del 29 luglio 1999 n. 259, entro 60 giorni dall’entrata in vigore della presente legge.

2. I Comitati, entro 60 giorni dalla costituzione, definiscono il Programma di sviluppo delle aree a valenza distrettuale di riferimento e lo presentano alla Regione. La Regione approva il programma, previa convocazione della Conferenza dei Servizi e del Tavolo di concertazione per la politica industriale, entro 30 giorni verificandone la congruenza con il Programma Regionale di Sviluppo (PRS) e il Piano di Inquadramento Territoriale (PIT), indicando eventuali proposte di integrazione o modifica.

3. Il Programma di sviluppo dei singoli distretti industriali è finalizzato a sviluppare, in coerenza con il Programma di Sviluppo Regionale (PRS), il Piano Pluriennale di Attività e di Spesa (PPAS), il Piano di Inquadramento territoriale (PIT) ed i Piani Territoriali di Coordinamento provinciali, la struttura economica, sociale e produttiva esistente nei distretti, nel rispetto di un’ottica sistemica.

4. Nella definizione del Programma di Sviluppo deve essere promosso il migliore raccordo funzionale e finanziario con altri piani e progetti di intervento di iniziativa locale, regionale, nazionale e comunitaria che interessano lo stesso ambito territoriale.

4. Durata e contenuti del Programma di sviluppo

1. I programmi di sviluppo delle aree a valenza distrettuale hanno di norma durata triennale con scansione annuale. Possono essere ammesse al finanziamento regionale le seguenti tipologie di progetti preliminari di intervento:

  1. Promozione dei servizi esterni alle imprese ma di comune utilità per il distretto, finalizzati a migliorare l’efficienza economica del sistema produttivo, le condizioni di lavoro e il benessere sociale della comunità;
  2. Sostegno alle attività di promozione e commercializzazione delle produzioni manifatturiere, con particolare riferimento ai mercati esteri ed agli interventi promossi dalla Regione Marche;
  3. Promozione e assistenza alla formazione di consorzi o altre forme associative tra le piccole e medie imprese presenti nel distretto, per la gestione di servizi comuni alle aziende consorziate; la ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti; l'avvio di nuove attività produttive; il trasferimento di tecnologie tra le imprese del distretto e l'acquisto di nuove tecnologie dall'esterno;
  4. Risanamento, ripristino e riutilizzo dei siti industriali dismessi per la creazione o il recupero di strutture da destinare ad attività produttive, compresi gli incubatori per nuove iniziative;
  5. Sviluppo del governo del mercato del lavoro e della formazione professionale;
  6. Prevenzione e tutela ambientale e promozione della sicurezza sul posto di lavoro attraverso la prevenzione dei rischi.

2. I COICO stabiliscono le priorità fra le tipologie di progetto ammissibili a finanziamento.

3. In caso di inattività del Comitato di indirizzo e coordinamento di oltre 60 giorni dal loro insediamento, la Regione può avocare a sé l’utilizzo delle risorse precedentemente destinate a quell’area a valenza distrettuale (AVD).

5. Presentazione dei progetti

1. Possono proporre progetti al COICO, entro 60 giorni dalla formulazione del parere della Regione Marche: Provincie, Comunità Montane, Camere di Commercio, Comuni, consorzi interaziendali, società consortili, associazioni temporanee di imprese, associazioni di categoria e imprese.

2. I progetti, in coerenza con le indicazioni del Programma di sviluppo delle AVD, devono contenere adeguate informazioni riguardo ai seguenti elementi:

6. Selezione ed approvazione dei progetti

1. Il Coico, nel rispetto delle priorità indicate nel Programma di sviluppo dell’area distrettuale, seleziona i progetti pervenuti sulla base dei seguenti criteri:

2. Il costo totale dell’investimento dei singoli progetti non deve essere inferiore a 500 milioni.

3. La percentuale massima della partecipazione regionale non può essere superiore al 40% dell’investimento.

4. La valutazione motivata e la proposta di attribuzione dei fondi viene trasmessa nel caso di cui alla lett. a) dell’art.2, comma 2 alla Provincia e nel caso di cui alla lett. b) dell’art.2, comma 2 alla Regione; gli Enti la approvano entro 30 giorni.

7. Finanziamenti

1. La Regione concede 3.000 milioni ai Coico per spese di progettazione, informazione ed animazione.

8. Controlli e rendicontazione

1. Il Comitato di indirizzo e coordinamento esercita le funzioni di controllo sullo stato di avanzamento dei progetti, potendo richiedere la revoca del contributo, qualora dovessero verificarsi fatti o atti pregiudizievoli per il buon esito dell’intervento (es. sopraggiunta incapacità finanziaria, inadeguatezza gestionale, scostamento rispetto al cronoprogramma, difformità rispetto al progetto).

2. Le spese sostenute per la realizzazione dei progetti ammessi al finanziamento vanno rendicontate da parte dei beneficiari finali entro 60 giorni dalla conclusione dell’intervento alla Provincia nel caso di cui alla lett. a) dell’art.2, comma 2 e alla Regione Marche nel caso di cui alla lett. b) dell’art.2, comma 2.