PATTO PROGRAMMATICO PER LO SVILUPPO
DELLA REGIONE MARCHE

 

La Regione Marche, i rappresentanti degli enti locali, le organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro, del sistema bancario, rappresentato dall’Associazione Bancaria Italiana (ABI), delle Università marchigiane, concordano sulla prospettiva di azione programmatica contenuta nel seguente Patto e nei suoi allegati, che identifica quegli impegni di fine legislatura, già definiti o comunque avviabili, che si rendono necessari per un rilancio ed una qualificazione dello sviluppo economico e sociale della regione nella prospettiva di breve e medio periodo.

 

Omissis

 

Art. 6

(Politiche per le attività produttive e per le reti infrastrutturali e di servizio )

 

Il secondo dei programmi prioritari riguarda le politiche per le attività produttive e le reti infrastrutturali e di servizio necessarie allo sviluppo sistemico dei localismi economici. Sul fronte degli aiuti alle imprese, appare necessario in particolare avviare politiche distrettuali ed offrire supporto agli investimenti delle pmi e dell’artigianato in tema d’innovazione e qualità. Rilevante risulta anche il sostegno alla qualificazione e allo sviluppo del sistema turistico regionale. Il miglioramento della dotazione infrastrutturale - in prevalenza in attuazione dell’IIP del 7.5.99 - e la programmazione di servizi di rete della PA contribuiranno a diminuire le diseconomie per le imprese, consolidando il loro radicamento sistemico. Più in particolare, gli interventi prioritari di tale programma sono i seguenti:

 

  • (6) Predisposizione del quadro programmatorio normativo e operativo concernente il Fondo unico regionale previsto per le attività produttive extragricole entro il 31.12.99, compresa la definizione di quota parte per le imprese industriali e la confluenza nel Fondo di un finanziamento aggiuntivo finalizzato ad incentivare investimenti innovativi e di qualità (ex L.R.66/97) ed a promuovere l’artigianato marchigiano (ex L.R. 33/97).
  • (7) Finanziamento di progetti sperimentali in aree a valenza distrettuale, concordati e definiti secondo le modalità previste dall’art. 11 del presente Protocollo.
  • (8) Sostegno al consolidamento delle PMI, delle imprese artigiane e delle imprese cooperative - mediante attività della SRG, con l’intervento della SVIM (Sviluppo Marche S.p.A.) e, in forma complementare, la costituzione di un Consorzio regionale di secondo grado per le Cooperative artigiane di garanzia e dei Confidi.
  • (9) Costituzione di un Fondo rotativo a favore delle attività produttive e dei servizi al fine di incentivare investimenti d’innovazione tecnologica e manutenzione straordinaria degli immobili e degli impianti.
  • (10) Realizzazione di alcuni nodi di scambio previsti dal Piano regionale del trasporto pubblico locale. Inoltre si prevede l’istituzione di un Osservatorio Permanente sulla Mobilità.
  • (11) Coordinamento, promozione ed incentivazione di funzioni associate alla sperimentazione e all’istituzione di sportelli unici, compresa la definizione e l’individuazione di impianti a struttura semplice per l’abbreviazione dei termini di conclusione dei procedimenti; particolare attenzione prioritaria sarà riservata a quei Comuni promotori di sportello unico in aree distrettuali o oggetto di patto territoriale, nonché di altre forme di concertazione (ad es. Prusst).

Per realizzare questi impegni si procederà a:

  1. effettuare una ricognizione delle procedure autorizzative regionali con la loro razionalizzazione e semplificazione;
  2. sottoscrivere accordi quadro con enti a competenza sovracomunale titolari di autorizzazioni amministrabili nello Sportello Unico (Province, ASL, Comunità Montane, ISPSEL, VV.FF.);
  3. verificare ed eventualmente uniformare le procedure informatiche di collegamento di tutti i Comuni;
  4. definire un accordo con l’UPI, l’ANCI e l’UNCEM per individuare le sedi locali di sperimentazioni mirate nel biennio 1999-2000
  • (12) Istituzione di uno sportello unico per l’internazionalizzazione a livello regionale, in accordo con l’ICE, oltre che con Mincomes, Simest e Camere di Commercio sulla base degli accordi di programma già sottoscritti negli anni passati con il coinvolgimento delle Associazioni di categoria
  • (13) impegno a disciplinare con L.R. le aree industriali ed ecologicamente attrezzate.

 

Gli istituti di credito, che attraverso la loro Associazione Bancaria (ABI) sottoscrivono il seguente Patto, s'impegnano ad accompagnare e a sostenere adeguatamente gli interventi, volti al consolidamento finanziario e all’ammodernamento del sistema produttivo, nonché al miglioramento delle infrastrutture.

Le Università marchigiane, attraverso specifici accordi con le altre parti firmatarie, s'impegnano a rendere più facile l’accesso alle infrastrutture di ricerca con il ricorso a strumenti già disponibili per lo sviluppo, nonché a potenziare il trasferimento di conoscenza e d'innovazione per contribuire alla crescita quantitativa e qualitativa del sistema Marche.

 

Omissis

 

DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE
ALLEGATO AL PATTO PER LO SVILUPPO

 

ALLEGATO

Omissis

2.2 Politiche dei settori produttivi

 

2.2.1 Artigianato, industria e commercio

 

Alla luce dei più recenti elementi di valutazione della struttura produttiva marchigiana emergono importanti indicazioni per la riorganizzazione della politica regionale di sostegno dei sistemi locali di piccole e medie imprese; in particolare risulta di vitale importanza la capacità di condizionare positivamente l’esito dei processi di innovazione tecnologica e di internazionalizzazione, che investono gran parte del tessuto produttivo regionale. Si tratta rispettivamente:

  • di favorire l’intensificazione del processo di diffusione delle innovazioni tecnologiche, gestionali ed organizzative, in rapporto alle differenti potenzialità proprie dei settori produttivi e delle aree territoriali prevalenti nella regione, nella consapevolezza che lo sviluppo delle capacità innovative avviene non solo a livello di singole imprese, ma concentrando le politiche sui fattori di efficienza ambientale;
  • di sostenere il rafforzamento delle imprese marchigiane sui mercati esteri nelle forme di espansione e di presenza caratteristiche dell’internazionalizzazione evoluta, evitando il prevalere di operazioni di delocalizzazione alla ricerca della sola riduzione dei costi.
  • di sostenere e accelerare lo sviluppo della qualità dei prodotti e dei sistemi produttivi in particolare nelle piccole e medie imprese.

 

La riclassificazione generale degli interventi regionali prevede la seguente tripartizione:

 

  1. interventi agevolativi aziendali: si ritiene di concentrare, ancor più che nel passato, le risorse in specifiche misure ritenute realmente efficaci per lo sviluppo economico e sociale del sistema marchigiano. L’iter di approvazione del Piano Regionale per l’Artigianato ha offerto la possibilità di discutere con le parti sociali, economiche ed istituzionali le innovazioni normative, organizzative e gestionali necessarie per la realizzazione di questa tipologia di interventi, che in particolare prevede:
  1. lo sviluppo della metodologia del project financing in un contesto di complementarità di risorse private, pubbliche e creditizie quale sistema moltiplicativo degli investimenti;
  2. la creazione di un sistema di comparazione dei progetti, al fine di concedere agevolazioni e contributi a quelli che presentano non solo una maggiore redditività ma anche un maggior impatto sociale in particolare rispetto agli obiettivi di carattere orizzontale di cui al punto 1.2.;
  3. la semplificazione e l'armonizzazione delle procedure per l’accesso ai benefici ed alle agevolazioni previste dalle varie normative;
  4. l'introduzione di contributi a sostegno degli investimenti per l'innovazione tecnologica (di processo, di prodotto, di organizzazione) anche a valenza ambientale ed energetica;
  5. l’effettuazione di controlli sui progetti finanziati;

 

  1. interventi territoriali:

 

  • interventi nelle aree a valenza distrettuale. La Regione, con propria deliberazione ha definito i distretti industriali, rendendoli più aderenti alle caratteristiche socio-economiche delle realtà locali; in ogni caso le aree a valenza distrettuale non vengono assolutamente individuate come le uniche destinatarie degli interventi di politica industriale ma saranno sede di promozione e gestione delle iniziative locali di politica industriale. In questo quadro le politiche distrettuali adottate dalla Regione saranno di "indirizzo", coordinamento e di monitoraggio al fine di assicurare la stretta interrelazione tra i soggetti pubblici e privati responsabili dello sviluppo delle aree a valenza distrettuale e per ricercare le necessarie sintonie con le altre azioni di politica industriale e di sostegno all'artigianato e alla piccola e media industria. Nel corso dei prossimi mesi sarà sperimentato il finanziamento, con le risorse previste a questo scopo tra i fondi globali del bilancio 1999 (pari a 2 miliardi di lire), di quattro progetti afferenti rispettivamente all’area calzaturiera del Fermano-Maceratese, all’area mobiliera del Pesarese, all’area plurisettoriale di Recanati-Osimo-Castelfidardo e all'area agro-industriale di San Benedetto del Tronto. Per l’area Fabrianese colpita dal sisma nel settembre 1997, l’Intesa Istituzionale di Programma ha previsto il finanziamento di uno specifico studio di fattibilità, che darà luogo ad una pluralità di progetti. La definizione di quali azioni, progetti specifici, responsabilità, aree interessate più dettagliate insieme alla gestione delle risorse è demandata al Tavolo di concertazione;
  • interventi per il rilancio delle attività produttive e commerciale nei centri storici: lo spostamento della distribuzione verso la periferia ha penalizzato tutta quella popolazione con problemi di mobilità ed in particolare gli anziani e i portatori di handicap; si rendono peraltro urgenti per il riequilibrio della concorrenza adeguati interventi, concertati con le rappresentanze di categoria, per la promozione delle piccole imprese commerciali e turistiche favorendo la costituzione in tempi brevi dei Centri di Assistenza Tecnica;
  • interventi per l'adeguamento e la riqualificazione del sistema turistico - alberghiero: il nostro sistema è fortemente deficitario di strutture moderne ed adeguatamente attrezzate; in tal senso occorre coinvolgere gli operatori turistici tramite le loro rappresentanze di categoria, nella elaborazione ed attuazione delle azioni di promozione dell’offerta turistica regionale sia verso il mercato nazionale che internazionale e, contemporaneamente, supportare, insieme ai Comuni, le Province, le Camere di Commercio, e gli Istituti di credito, adeguati piani di sviluppo, di ammodernamento e di qualificazione alberghiera nelle aree ad alta vocazione turistica;
  • attività di promozione economica all’estero distinte nelle due tipologie fondamentali di servizi per la partecipazione a fiere, mostre e rassegne commerciali e di servizi di sostegno al processo di internazionalizzazione (dal sostegno alla vendita dei prodotti sui mercati esteri a servizi per scelte di natura produttiva e finanziaria);
  • riorganizzazione dei centri servizi: va realizzata l’integrazione del sistema dei centri servizi verticali, in questa prima fase soprattutto attraverso il consorzio COMIT, con l’obiettivo di razionalizzare le risorse, mettere in rete le competenze e le strutture, regionalizzare l’attività e permettere iniziative di diversificazione verso altri settori. A tal fine la Regione, contestualmente alla predisposizione della proposta di legge sui centri servizi sostitutiva della legge n.46/96, definirà un apposito documento programmatico e d’indirizzo. Viene prevista inoltre la costituzione di un unico Centro per il "Sistema moda, unendo le due strutture finora impegnate separatamente come la SCAM e il CTA e ciò per evidenti ragioni di complementarietà tecnica, economica e distributiva sul territorio regionale. Relativamente al finanziamento dei servizi di sostegno alle attività produttive, la nuova legge regionale prevederà il superamento del meccanismo di contribuzione forfetaria ai centri servizi partecipati, finanziando specifici progetti ed interventi finalizzati;

 

  • Società Regionale di Garanzia: è opportuno renderla pienamente operativa, condizionata per un lungo periodo iniziale da una serie di adempimenti e di fattori legati soprattutto alla previsione di utilizzo di risorse comunitarie. La Regione effettuerà permanentemente la verifica delle condizioni di concorrenzialità dei prezzi dei servizi offerti sul mercato dalla SRG;
  • Parco Scientifico-Tecnologico: dovrà essere accentuata la sua funzione di promozione dell’incontro tra domanda e offerta di innovazione tecnologica e di relazione di rete con Università, Centri Servizi pubblici e privati.

 

  1. interventi di carattere infrastrutturale integrato (logistica, trasporti, lavori pubblici, formazione professionale, ecc.), che si possono ritenere di sostegno indiretto della struttura produttiva e che non rientrano tra gli interventi tradizionali dell’Assessorato all’Industria e Artigianato ma sono di carattere trasversale e demandati ai singoli servizi per competenza e coordinati dalla Programmazione.

 

 

In coerenza con il D.Lg.vo n. 112 /98 e del suo regolamento di attuazione (DPR 447/98) la Regione intende assolvere al proprio compito di coordinamento nell’organizzazione dello Sportello Unico per le attività produttive. Per cogliere questo obiettivo la Regione stabilirà forme di coordinamento e di raccordo per la diffusione delle informazioni e per l’organizzazione di servizi telematici nei confronti del sistema della Pubblica Amministrazione locale.

In particolare dovranno essere incentivate e supportate forme di aggregazione a livello comunale, tenuto conto della presenza di piccoli comuni, che singolarmente non possono organizzare un servizio efficiente.

 

Per realizzare questi impegni si procederà a:

  1. effettuare una ricognizione delle procedure autorizzative regionali al fine di pervenire alla loro razionalizzazione e semplificazione;
  2. sottoscrivere accordi quadro con enti a competenza sovracomunale titolari di autorizzazioni amministrabili nello Sportello Unico (Province, ASL, Comunità Montane, ISPSEL, VV.FF.);
  3. verificare ed eventualmente uniformare le procedure informatiche di collegamento di tutti i Comuni;
  4. definire un accordo con l’UPI, l’ANCI e l’UNCEM per individuare le sedi locali di sperimentazioni mirate nel biennio 1999-2000.

 

Fondamentale importanza viene rivolta alla neonata SVIM, alla quale è affidato il ruolo di carattere tecnico-progettuale nella definizione delle più appropriate linee di intervento per il sostegno alle attività produttive e allo sviluppo economico. L'oggetto sociale della società consiste nel perseguire l'innovazione e l'integrazione, anche sui mercati esteri, del tessuto produttivo regionale, traducendo gli obiettivi espressi dalla programmazione regionale e dagli indirizzi strategici che emergono dal tavolo di concertazione tra le parti sociali e produttive, in progetti.

 

 

 

Il Piano Regionale per l’Artigianato individua gli obiettivi che la Regione Marche intende perseguire nel prossimo triennio per favorire lo sviluppo e il consolidamento delle imprese artigiane di produzione e servizi. Oltre agli obiettivi che risultano già perseguibili con gli strumenti previsti all'interno della normativa vigente, il Piano individua alcune finalità per il cui perseguimento sarà necessario dotarsi di appositi strumenti di intervento. In particolare, questi ultimi dovranno essere individuati con riferimento agli obiettivi di:

 

  • promuovere la realizzazione di una banca dati e di saloni (monosettoriali) della subfornitura;
  • istituire uno sportello informativo per le imprese artigiane e le piccole imprese industriali che, in via sperimentale, potrebbe essere attivato in uno dei Comuni colpiti dal sisma del settembre 1997;
  • incentivare l'innovazione delle imprese artigiane e delle piccole imprese industriali anche attraverso l'erogazione di contributi a sostegno dell'attività di progettazione e produzione di prova.

 

Il Piano regionale dovrà essere integrato con la previsione degli interventi legislativi relativi al funzionamento delle Commissioni Provinciali per l’Artigianato (CPA) e della Commissione Regionale per l’Artigianato (CRA). Infatti è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il regolamento per la semplificazione delle procedure relative alla composizione e al funzionamento delle CPA a modifica di quanto previsto dalla legge quadro.

 

Omissis