ALLEGATO
Omissis
2.2 Politiche dei settori produttivi
2.2.1 Artigianato, industria e commercio
Alla luce dei più recenti elementi di valutazione della struttura
produttiva marchigiana emergono importanti indicazioni per la riorganizzazione della
politica regionale di sostegno dei sistemi locali di piccole e medie imprese; in
particolare risulta di vitale importanza la capacità di condizionare positivamente
lesito dei processi di innovazione tecnologica e di internazionalizzazione,
che investono gran parte del tessuto produttivo regionale. Si tratta rispettivamente:
- di favorire lintensificazione del processo di diffusione delle innovazioni tecnologiche,
gestionali ed organizzative, in rapporto alle differenti potenzialità proprie
dei settori produttivi e delle aree territoriali prevalenti nella regione, nella
consapevolezza che lo sviluppo delle capacità innovative avviene non solo a livello di
singole imprese, ma concentrando le politiche sui fattori di efficienza ambientale;
- di sostenere il rafforzamento delle imprese marchigiane sui mercati esteri nelle
forme di espansione e di presenza caratteristiche dellinternazionalizzazione
evoluta, evitando il prevalere di operazioni di delocalizzazione alla ricerca della sola
riduzione dei costi.
- di sostenere e accelerare lo sviluppo della qualità dei prodotti e dei sistemi
produttivi in particolare nelle piccole e medie imprese.
La riclassificazione generale degli interventi regionali prevede la
seguente tripartizione:
- interventi agevolativi aziendali
:
si ritiene di concentrare, ancor più che nel
passato, le risorse in specifiche misure ritenute realmente efficaci per lo sviluppo
economico e sociale del sistema marchigiano. Liter di approvazione del
Piano Regionale per lArtigianato ha offerto la possibilità di discutere con le
parti sociali, economiche ed istituzionali le innovazioni normative, organizzative e
gestionali necessarie per la realizzazione di questa tipologia di interventi, che in
particolare prevede:
- lo sviluppo della metodologia del project financing in un contesto di complementarità
di risorse private, pubbliche e creditizie quale sistema moltiplicativo degli
investimenti;
- la creazione di un sistema di comparazione dei progetti, al fine di concedere
agevolazioni e contributi a quelli che presentano non solo una maggiore redditività ma
anche un maggior impatto sociale in particolare rispetto agli obiettivi di carattere
orizzontale di cui al punto 1.2.;
- la semplificazione e l'armonizzazione delle procedure per laccesso ai benefici ed
alle agevolazioni previste dalle varie normative;
- l'introduzione di contributi a sostegno degli investimenti per l'innovazione tecnologica
(di processo, di prodotto, di organizzazione) anche a valenza ambientale ed energetica;
- leffettuazione di controlli sui progetti finanziati;
- interventi territoriali:
- interventi nelle aree a valenza distrettuale
. La Regione, con propria deliberazione ha
definito i distretti industriali, rendendoli più aderenti alle caratteristiche
socio-economiche delle realtà locali; in ogni caso le aree a valenza distrettuale non
vengono assolutamente individuate come le uniche destinatarie degli interventi di politica
industriale ma saranno sede di promozione e gestione delle iniziative locali di
politica industriale. In questo quadro le politiche distrettuali adottate dalla
Regione saranno di "indirizzo", coordinamento e di monitoraggio al fine di
assicurare la stretta interrelazione tra i soggetti pubblici e privati responsabili dello
sviluppo delle aree a valenza distrettuale e per ricercare le necessarie sintonie con le
altre azioni di politica industriale e di sostegno all'artigianato e alla piccola e media
industria. Nel corso dei prossimi mesi sarà sperimentato il finanziamento, con le risorse
previste a questo scopo tra i fondi globali del bilancio 1999 (pari a 2 miliardi di lire),
di quattro progetti afferenti rispettivamente allarea calzaturiera del
Fermano-Maceratese, allarea mobiliera del Pesarese, allarea plurisettoriale di
Recanati-Osimo-Castelfidardo e all'area agro-industriale di San Benedetto del Tronto. Per
larea Fabrianese colpita dal sisma nel settembre 1997, lIntesa Istituzionale
di Programma ha previsto il finanziamento di uno specifico studio di fattibilità, che
darà luogo ad una pluralità di progetti. La definizione di quali azioni, progetti
specifici, responsabilità, aree interessate più dettagliate insieme alla gestione delle
risorse è demandata al Tavolo di concertazione;
- interventi per il rilancio delle attività produttive e commerciale nei centri storici:
lo spostamento della distribuzione verso la periferia ha penalizzato tutta quella
popolazione con problemi di mobilità ed in particolare gli anziani e i portatori di
handicap; si rendono peraltro urgenti per il riequilibrio della concorrenza adeguati
interventi, concertati con le rappresentanze di categoria, per la promozione delle piccole
imprese commerciali e turistiche favorendo la costituzione in tempi brevi dei Centri di
Assistenza Tecnica;
- interventi per l'adeguamento e la riqualificazione del sistema turistico - alberghiero:
il nostro sistema è
fortemente deficitario di strutture moderne ed adeguatamente attrezzate; in tal senso
occorre coinvolgere gli operatori turistici tramite le loro rappresentanze di categoria,
nella elaborazione ed attuazione delle azioni di promozione dellofferta turistica
regionale sia verso il mercato nazionale che internazionale e, contemporaneamente,
supportare, insieme ai Comuni, le Province, le Camere di Commercio, e gli Istituti di
credito, adeguati piani di sviluppo, di ammodernamento e di qualificazione alberghiera
nelle aree ad alta vocazione turistica;
- attività di promozione economica allestero distinte nelle due tipologie
fondamentali di servizi per la partecipazione a fiere, mostre e rassegne commerciali e di
servizi di sostegno al processo di internazionalizzazione (dal sostegno alla vendita dei
prodotti sui mercati esteri a servizi per scelte di natura produttiva e finanziaria);
- riorganizzazione dei centri servizi:
va realizzata lintegrazione del sistema
dei centri servizi verticali, in questa prima fase soprattutto attraverso il consorzio
COMIT, con lobiettivo di razionalizzare le risorse, mettere in rete le competenze e
le strutture, regionalizzare lattività e permettere iniziative di diversificazione
verso altri settori. A tal fine la Regione, contestualmente alla predisposizione della
proposta di legge sui centri servizi sostitutiva della legge n.46/96, definirà un
apposito documento programmatico e dindirizzo. Viene prevista inoltre la
costituzione di un unico Centro per il "Sistema moda, unendo le due strutture finora
impegnate separatamente come la SCAM e il CTA e ciò per evidenti ragioni di
complementarietà tecnica, economica e distributiva sul territorio regionale.
Relativamente al finanziamento dei servizi di sostegno alle attività produttive, la nuova
legge regionale prevederà il superamento del meccanismo di contribuzione forfetaria ai
centri servizi partecipati, finanziando specifici progetti ed interventi
finalizzati;
- Società Regionale di Garanzia:
è opportuno renderla pienamente operativa,
condizionata per un lungo periodo iniziale da una serie di adempimenti e di fattori legati
soprattutto alla previsione di utilizzo di risorse comunitarie. La Regione effettuerà
permanentemente la verifica delle condizioni di concorrenzialità dei prezzi dei servizi
offerti sul mercato dalla SRG;
- Parco Scientifico-Tecnologico
: dovrà essere accentuata la sua funzione di
promozione dellincontro tra domanda e offerta di innovazione tecnologica e di
relazione di rete con Università, Centri Servizi pubblici e privati.
- interventi
di carattere infrastrutturale integrato
(logistica, trasporti,
lavori pubblici, formazione professionale, ecc.), che si possono ritenere di sostegno
indiretto della struttura produttiva e che non rientrano tra gli interventi tradizionali
dellAssessorato allIndustria e Artigianato ma sono di carattere trasversale e
demandati ai singoli servizi per competenza e coordinati dalla Programmazione.
In coerenza con il D.Lg.vo n. 112 /98 e del suo regolamento di
attuazione (DPR 447/98) la Regione intende assolvere al proprio compito di coordinamento
nellorganizzazione dello Sportello Unico per le attività produttive. Per
cogliere questo obiettivo la Regione stabilirà forme di coordinamento e di raccordo per
la diffusione delle informazioni e per lorganizzazione di servizi telematici nei
confronti del sistema della Pubblica Amministrazione locale.
In particolare dovranno essere incentivate e supportate forme di
aggregazione a livello comunale, tenuto conto della presenza di piccoli comuni, che
singolarmente non possono organizzare un servizio efficiente.
Per realizzare questi impegni si procederà a:
- effettuare una ricognizione delle procedure autorizzative regionali al fine di pervenire
alla loro razionalizzazione e semplificazione;
- sottoscrivere accordi quadro con enti a competenza sovracomunale titolari di
autorizzazioni amministrabili nello Sportello Unico (Province, ASL, Comunità Montane,
ISPSEL, VV.FF.);
- verificare ed eventualmente uniformare le procedure informatiche di collegamento di
tutti i Comuni;
- definire un accordo con lUPI, lANCI e lUNCEM per individuare le sedi
locali di sperimentazioni mirate nel biennio 1999-2000.
Fondamentale importanza viene rivolta alla neonata SVIM, alla
quale è affidato il ruolo di carattere tecnico-progettuale nella definizione delle più
appropriate linee di intervento per il sostegno alle attività produttive e allo sviluppo
economico. L'oggetto sociale della società consiste nel perseguire l'innovazione e
l'integrazione, anche sui mercati esteri, del tessuto produttivo regionale, traducendo gli
obiettivi espressi dalla programmazione regionale e dagli indirizzi strategici che
emergono dal tavolo di concertazione tra le parti sociali e produttive, in progetti.
Il Piano Regionale per lArtigianato individua gli obiettivi
che la Regione Marche intende perseguire nel prossimo triennio per favorire lo sviluppo e
il consolidamento delle imprese artigiane di produzione e servizi. Oltre agli obiettivi
che risultano già perseguibili con gli strumenti previsti all'interno della normativa
vigente, il Piano individua alcune finalità per il cui perseguimento sarà necessario
dotarsi di appositi strumenti di intervento. In particolare, questi ultimi dovranno essere
individuati con riferimento agli obiettivi di:
- promuovere la realizzazione di una banca dati e di saloni (monosettoriali) della
subfornitura;
- istituire uno sportello informativo per le imprese artigiane e le piccole imprese
industriali che, in via sperimentale, potrebbe essere attivato in uno dei Comuni colpiti
dal sisma del settembre 1997;
- incentivare l'innovazione delle imprese artigiane e delle piccole imprese industriali
anche attraverso l'erogazione di contributi a sostegno dell'attività di progettazione e
produzione di prova.
Il Piano regionale dovrà essere integrato con la previsione degli
interventi legislativi relativi al funzionamento delle Commissioni Provinciali per
lArtigianato (CPA) e della Commissione Regionale per lArtigianato (CRA).
Infatti è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il regolamento per la
semplificazione delle procedure relative alla composizione e al funzionamento delle CPA a
modifica di quanto previsto dalla legge quadro.
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